Tutti pensano che debba imparare a camminare solo lei, la piccola. Ma non è così. Impariamo tutti insieme. Marco impara a camminare con lei sulla testa, le gambe grasse e bargigliose intorno al suo collo, come una collanina portafortuna. Io imparo a camminare accanto a lui, li guardo insieme e vedo quanto si somigliano, e loro vedono quanto lei somiglia a me.
Siamo partiti per l’X-Tour. Ogni posto è nuovo è bello. C’è Michael, un tipo pagato apposta per portarci in giro e farci vedere le cose belle. Ogni tanto ci parlo in inglese e Marco è geloso, perché non capisce tutto quello che ci diciamo. Il bello è che mi basta sorridergli e gli passa. Mi sa che comincia a fidarsi DAVVERO di me. Cioè: non deve pensarci su, non lo deve elaborare con la testa. Si fida delle espressioni che faccio. Ormai le conosce così bene.
L’altro giorno siamo andati a comprarci delle caramelle. Una delle cose belle di girare all’estero è comprare caramelle più colorate e con gusti più esotici di quelle che si trovano in Italia. Ci hanno dato il resto. Sulla banconota da cinque euro qualcuno aveva scritto “I Miss You”. Ho guardato quella scritta, ho dato a Marco una morsa affettuosa con la mano sul braccio e gli ho detto: “Questo spera che prima o poi la banconota torni tra le mani della ragazza che gli manca. Magari sta in un altro paese”. Marco mi ha sorriso. “Tu non hai mai fatto una cosa tanto romantica per me”, gli ho detto; poi l’ho baciato. E, nel bacio, sentivo che sorrideva come se la sapesse lunga.
E’ bello scoprire un sorriso ad occhi chiusi, solo con un bacio.
Un caro saluto a tutti.
Va bene: c’è un perché se sei sicura
Che non c’è posto al mondo più per noi
Ma so che in fondo hai solo un po’ paura
E che tu non mi dimenticherai
Perché siamo una scintilla
D’acqua e d’elettricità
Io sarò
Dove sei
Scriverò sui muri ovunque andrai
Ci sarò
Ci sarai
Per sempre
Come stai?
Con chi sei?
Chiederò alle strade ovunque andrai
E lo so
Prima o poi mi incontrerai
All’angolo tra i nostri due sentieri
Ti vedo, ti avvicino, non sei tu
Così ti cerco in mezzo ai miei pensieri
E lì ti trovo e non ne esco più
Dimmi che fra noi è finita
E me ne andrò
Io sarò
Dove sei
Conterò i tuoi passi ovunque andrai
Ci sarò
Ci sarai
Per sempre
Come stai?
Con chi sei?
Porterò i tuoi sogni ovunque andrai
Ci sarò
Ci sarai
Per sempre
Ci sarò
Dove sei
Capirò i tuoi sbagli ovunque andrai
Cosa fai?
Ci sarai
Per sempre
Ci sarò
Con chi sei
Io te e lui saremo ovunque andrai
Ci sarò
Ci sarai
Per sempre noi
Ci sarò
(Ci sarai)
Conterò i tuoi passi ovunque andrai
Ci sarai
(Ci sarò)
Per sempre
Ci sarò
(Ci sarai)
Porterò i tuoi sogni ovunque andrai
Ci sarai
(Ci sarò)
Per sempre
Un anno e mezzo, più o meno. In giro per l’Europa a suonare con altri cantanti, esordienti e famosi. Questo è il mio nuovo programma di vita. E voglio celebrare il momento con questa foto: Simona e Franco, al Rock Studio, che ascoltano una mia esibizione. Hanno entrambi creduto molto in me. Mi hanno prodotto il disco. E ora andrò a promuoverlo con l’X-Tour. Devo ringraziarli, non c’è dubbio.
Sono tutte buone notizie, no?
In fondo, a pensarci bene, il palloncino colorato che aspettavo era questo. Prima volevo liberarne nel cielo un centinaio. Ora invece il destino me ne ha gonfiato uno solo, ma gigante e con scritto X-Tour sopra, e io mi ci appendo e mi faccio portare lontano.
Ma tranquilli, non ci perderemo di vista. D’altronde un blog si può aggiornare da ogni angolo del globo, no?
Vi abbraccio.
marco
A mille. Viene da battere più veloce sulla tastiera, e liberare i miei migliori e i miei peggiori sentimenti. Viene da alzare la voce. Litigare. Mamma, che voglia di litigare. Calciare improvvisamente via le gambe di Alex che mi cercano nella notte. Mutilare un pupazzetto antistress. Fare le cose precipitandosi a farle. Precipitarsi in cucina, o in bagno. Oppure precipitarsi su youtube, dove ho potuto sentire - grazie al coraggio anticopyright di tal Verdi88 – la ninna nanna di Marco. Per poi andarla a comprare al negozio.Ninna nanna che mi ha calmato. È più forte dei miei ormoni, apparentemente.Solo apparentemente, perché il significato mi ha emozionato, invece. Mi ha emozionato che abbia fatto finta di non scriverla, che non me l’abbia mai voluta far sentire.Perché non me l’hai voluta far sentire, Marco?
“I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can’t explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world”
E fin qui è una canzone dei Coldplay, una delle più belle, e va bene. Il problema è quando ti accorgi che la stai ascoltando a tutto volume, che stai cercando di demolire la porta della tua camera a pugni e che quando Chris Martin comincia il coretto finale…
“Oooooh Oooooh Oooooh”
…invece di aprire la finestra e liberare cento palloncini colorati che contengono cento fogli di carta con cento poesie diverse tutte scritte a mano… beh, invece di fare questo tu stai piangendo, e canti con lui. Ecco, è in quel momento che capisci - che ho capito - una cosa: per me va bene così, devo solo guardare avanti. Perché prima o poi riuscirò ad essere così felice da guardare in alto e vedere il cielo tutto colorato.
marco
n.b.
Perché non mi aiutate e scrivete una delle cento poesie? Ho voglia di liberarli, quei palloncini.
…in fondo è giusto così: se Alex negli occhi di Eva ha ancora visto l’amore, che ci posso fare? Se quel figlio che mia sorella porta in grembo è di quello stronzo, che ci posso fare? Se è uscito il mio primo disco e non me ne frega niente, che ci posso fare? Posso fare solo una cosa: rimanere qui, in piedi vicino alla porta, a guardare la sua camera vuota.
…a sfondarsi di Pro Evolution Soccer per non pensare a niente.
Cervello spento. Cuore anestetizzato.
Se penso a Eva finisce che impazzisco per sempre.
Che devo fare?
marco
Questa foto me l’ha scattata Simona qualche mese fa. L’ho trovata ora che sto cercando di fare un po’ d’ordine nella mia stanza, giusto per ritardare il momento dell’ordine interiore, che prima o poi dovrò fare.

Stavo cercando di fare canestro senza guardare. Proprio quello che ho fatto con Eva prima di ricordarmi che dovevo guardare meglio la situazione ora che lo so per certo: sono sempre innamorato di lei.
Le cose che non ho visto sono più o meno queste: lei aspetta un figlio da Alex; lei forse questo Alex lo ama ancora anche se l’ha abbandonata; io non conosco i sentimenti che Eva prova per me, so solo che mi vuole bene e che è stata contenta di avermi accanto in questi mesi; stavo con Simona e l’ho fatta soffrire.
Ah, particolare da non sottovalutare: Alex è appena tornato da Eva con quella faccia da ’scusa ho sbagliato riproviamoci’ che alla fine le donne non sanno rifiutare.
Sono proprio il peggior giocatore di pallacanestro della storia, vero? La verità è che ho paura di una cosa: questo punto con Eva non lo segno neanche se salto e schiaccio la palla direttamente a canestro.
Ho giocato una partita da solo, senza far scendere sul campo la squadra avversaria. E sono riuscito a perderla lo stesso.
marco
Non ho una sola foto di quest’anno. Così zompetto su google immagini e mi apro sul desktop queste qui. Ognuna ha un significato, racconta qualcosa di questi mesi.
Che dite?
PS: il premio per il richiamo più creativo alla mia ingiustificabile latitanza va a Chri$-db e alla sua battuta sul fatto che ho la pancia talmente grossa che non riesco più a raggiungere la tastiera con le mani.