Maledetti esami di maturità. Voglia di studiare? Zero. E così io e Walter ci siamo presi una piccola pausa: due birre, la chitarra e la mia ultima canzone, ‘parole nuove’. L’assurdo risultato, con una metrica più o meno decente e qualche parolaccia di troppo, lo trovate qui sotto.


pare che senza studiare non si può ottener la promozione
potrei copiar la soluzione
così magari Giulio poi non usa più il bastone
e salvo il cu** per un po’

Perché non mi aiutate a cambiare il resto dei versi per farne una versione da ‘notte prima degli esami’, giusto per ridere un po’? La canzone con le parole originali la trovate di seguito. Io torno a studiare (si fa per dire). Grazie per l’aiuto, magari poi faccio un ‘copia&incolla’ delle vostre versioni e la canto. Ah, mi raccomando: non usate parolacce! Basta quella che ho messo io. Baci forti!

dicono che senza amare non si può comporre una canzone
il miglior plettro è la passione
per ritrovar le corde di una nuova ispirazione
devi soffrire un altro po’

e galleggiare in fondo al pozzo che ha scavato l’ossessione
soltanto al buio cerchi il sole
in equilibrio instabile sul ciglio di un burrone
ma io non voglio andare giù
e guardo su

fuori dall’oblò vedo una schiera di stelle
che mi pregano di usare altre parole più belle
niente amore, niente mare, sole, sale perché

musica e parole

sono sbronze dentro a stanze piene d’api e zanzare
ridono dei nostri sforzi ma lo so
che se spalanco la porta
io le libererò

cadono le lettere magnetiche dal frigo vecchio e stanco
il pavimento è un foglio bianco
ed io in ginocchio a schiccherarle tutte come biglie
una ogni cento faccio goal

lo stadio è pieno di tifosi pronti a darmi del campione
ogni parola fa un mattone
e costruisco stanze colorate e senza tetto
e finalmente guardo su

fuori dall’oblò vedo una schiera di stelle
che mi pregano di usare altre parole più belle
niente amore, niente mare, sole, sale perché

musica e parole

sono sbronze dentro a stanze piene d’api e zanzare
ridono dei nostri sforzi ma lo so
se lasci andare la testa
non ti dicono di no

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Incredibile. Ho cantato la mia nuova canzone, che si intitola ‘parole nuove’, in diretta radiofonica! La storia è lunga, e non voglio annoiarvi: di mezzo ci sono il mo amico Walter, Youtube, io senza voce, Radio 101 e Federica Panicucci. Non ci credete? Grazie a Carlotta ecco le prove fotografiche. Sì, è tutto vero. Guardate qui:

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Chissà se Eva era in ascolto…

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…che fotografa le insegne dei bar con i nomi dei suoi amici? qualcuno che tolleri lo faccia io?

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In tanti avete scritto: “non riesco a vedere il filmato”. Scusate, ma non sono proprio un asso con il computer. Comunque volevo rimediare, e quindi provo a farvi capire con le immagini quello che Eva mi aveva detto quel giorno:

sono.jpg

sono

molto.jpg

molto

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innamorata

di.jpg

di

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te

Piccola curiosità: mi piacerebbe provare a conoscervi meglio. Se ne avete voglia, e se non vi annoiate, perché non fate finta di avere 160 caratteri a disposizione, come in un SMS, per provare a descrivervi?

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La canzone è quasi pronta. Non parla di Eva. Ma c’è una cosa di lei che vorrei mostrarvi. Un piccolo filmato che avevo nel cellulare. L’ho guardato ininterrottamente per una notte. Poi l’ho scaricato qui. E l’ho cancellato dal telefonino.

Mi ricordo che eravamo in biblioteca, per una ricerca scolastica. Lei aveva dei fogli in mano, e le ho chiesto di dirmi la prima cosa che le passava per la testa. A quel tempo stavamo insieme. E lei, tra tutte le cose che avrebbe potuto dirmi, ha scelto una frase di cinque parole.

Ecco il filmato. Io non lo guarderò più.

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Per digerire l’Alex Bar…

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…ci vuole un cafffé speciale, magari con tre ‘F’.

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n.b. Scriverò presto, in questi giorni sono impegnato con una nuova canzone. Scusate. Baci!

marco

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8 Aprile

quello che dici nel tuo bel commento è vero. Qualche volta per costruire il Taj Mahal bastano due scatole di stuzzicadenti. Perché c’è l’ispirazione. E la voglia di forzare i limiti del proprio talento, della propria fantasia. Un certo tipo d’amore, quello che strappa i capelli, ti dà quell’ispirazione. E’ come avere sprite nelle vene e nel cuore o nitroglicerina nel serbatoio o alcol in trincea. Fai tutto più in fretta, meglio e con più coraggio.

Qualche volta, invece, è difficile anche disegnare un pupazzetto su un foglio di carta grande come una scrivania, magari solo perché il pupazzetto è sorridente.

Io sono una persona fortunata, perciò la vera sofferenza la conosco soltanto tramite l’amore. E non sono abituata a quella sofferenza.

Quando una persona cara – amata -  si allontana da te, pensi di esserti sempre sopravvalutata, di non esserti resa conto di quanto poco realmente tu valga e di quale sia la tua reale capacità di difendere le cose che giudichi importanti.

Così, sperando di non fare ulteriori danni, cominci a fare le piccole cose che ti riescono più semplici, cercando di far passare la giornata senza fare errori e senza creare ricordi. Piano piano, per paura, ti chiudi.

Il sogno che ho fatto un paio di settimane fa, quello della perla, credo che avesse qualcosa a che fare con questo. La perla che mi mancava per stare bene era la speranza. Era Alex ad offrirmela, capisci? Ma me la offriva dentro un’ostrica chiusa.

L’idea che stava dietro quel sogno era che io dovessi aprire l’ostrica. Anche a costo di forzarla.

L’ho aperta, mi sono riaperta. E se questo mi fa sembrare fatua e frivola, pazienza.

Sembrare cretini è meglio che immobilizzarsi per la paura di sembrarlo.

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6 Aprile

Notte. E di dormire proprio non se ne parla.

L’orologio sul comodino lampeggia di continuo: 00:00, poi 00:01, poi 00:02.

Sì, è sicuramente un po’ che non vengo da queste parti a scrivere. Vi chiedo scusa. Ma sono stati giorni intensi. Davvero intensi. E molto particolari. Cos’è successo?

In realtà una cosa soltanto: credo che la mia storia con Eva sia davvero finita.

Ma ora devo solo pensare a me. Al mio futuro. Alla mia musica. Alla mia felicità. Sono stanco di stare male, e in fondo sapere che Eva è contenta con Alex so che un giorno mi farà stare bene. Già, un giorno. Speriamo che non sia troppo lontano.

Parola d’ordine? Pensare ad altro. Ad esempio…

…mio fratello ha comperato delle lettere magnetiche da attaccare al frigorifero: sono tante, e molto colorate. Sono sceso in cucina, poco fa, e aiutato dal silenzio e dalla calma che regnava in casa mi sono messo a giocare con le parole.

Alla fine ho composto una frase che mi ha colpito, mi ha fatto pensare. E che ha stuzzicato la mia fantasia. Credo sia un’immagine di speranza. La speranza che la mia vita cambi in fretta, e che alzando gli occhi al cielo possa di nuovo gioire per quello che il mondo mi può offrire.

E per quanto riguarda Eva… non lo so, evidentemente non è proprio destino per noi. Comunque cerchiamo di non pensarci più.

Volete sapere qual è la frase che colora il mio frigorifero?

Eccola…

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…che ne pensate?

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…e così a un certo punto mi son detto: “Marco, smettila di immaginarti Eva con questo Alex. Fatti un giro in centro, così non ci pensi più”.

Sì, esatto. Non ha funzionato.

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Lo sapete che la pasta si può cuocere a risotto, senz’acqua, e che così gli amidi la legano meglio al sugo?

che nel penultimo disco degli strokes ci sono due pezzi, reptilia e 12:51, che se li carichi sulla sveglia ti viene voglia di buttarti giù dal letto e precipitarti in cucina a fare colazione?

che un toast ben fatto è una preparazione perfettamente bilanciata - 1/3 proteine, 1/3 carboidrati, 1/3 grassi?

che se senti bene “Since I’ve been loving you” dei Led Zeppelin puoi riconoscere il cigolio delle molle del pedale del batterista?

che a venti chilometri da Roma c’è un mondo meraviglioso che si chiama Sabina, fatto tutto di curve come carezze, cipressi e ulivi, e che a girarci in moto stretti a uno che la sa guidare ti sembra di volare sopra tutti i tuoi guai?

che il soffritto in realtà non va soffritto, ma stufato?

Lo sapete che esistono, al mondo, persone che quando ti guardano fisso negli occhi lo fanno per guardarti; e non per cercare di individuare, al centro della tua pupilla, in assenza di specchi, la loro immagine riflessa?

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